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Disturbi d'ansia

L’ansia è uno stato di tensione emotiva in risposta ad una minaccia interna o esterna alla persona stessa, che può essere conosciuto o anche vago e conflittuale. L’ansia si accompagna ad una serie di sintomi fisici come sudorazione, cefalea, palpitazioni, costrizione toracica, mal di stomaco e altri ancora. L’ansia di per sé non è una condizione patologica, ma una reazione normale nei confronti di una minaccia, un segnale di allerta che permette di mettere in atto misure nei confronti della situazione che causa tensione. Molto spesso il termine viene associato alla parola paura, per indicare le situazioni esterne che sono sentite come minacciose mentre, ansia, tutte quelle condizioni interne che recano tensione. L’ansia può essere considerata patologica quando vi è una minaccia esterna reale ma, la risposta emotiva del soggetto, è molto più intensa di quello che dovrebbe essere; in altri casi, vi è un evento esterno che, oggettivamente, non è pericoloso ma viene percepito come tale.

Disturbo d'ansia generalizzato

Si percepisce uno stato di continua e persistente preoccupazione rispetto a diversi eventi, che risulta eccessivo considerate le reali circostanze. L'ansia, non circoscritta ad una particolare situazione, è accompagnata da emozioni di allarme, inquietudine al pensiero di eventi catastrofici futuri (nonostante la bassa probabilità che si verifichino) e una scarsa capacità di pensare lucidamente.Essere preoccupati di “avere delle preoccupazioni”, dà luogo ad un circolo vizioso, costituito da catene di rimuginazioni, che portano la persona ad evitare le situazioni che generano ansia e rinviare attività e piani futuri. La preoccupazione, inoltre, viene considerata come una sorta di “armatura” che permette di prevenire eventi disastrosi o spiacevoli.Sono presenti anche dei sintomi fisici, come difficoltà di concentrazione, irritabilità, sonno disturbato, tensione e sintomi somatici, come sudorazione, nausea e nodo alla gola.

Attacco di panico

E' caratterizzato da una intensa e improvvisa paura che raggiunge il picco massimo in 10/15 minuti e si accompagna ad una serie di sintomi come palpitazioni, tachicardia, sudorazione, tremori, soffocamento, nausea, paura di morire o di impazzire. La tensione e il terrore sono talmente intollerabili da ostacolare un’adeguata organizzazione del pensiero e dell’azione. Generalmente il primo attacco di panico è inaspettato e non legato ad alcuna situazione particolare; subentra successivamente un’ansia anticipatoria, la “paura della paura”, ossia la sensazione che potrebbe avvenire a breve un altro attacco. Questa condizione conduce molto spesso al fenomeno dell’evitamento, limitando così la libertà e lo stile di vita personale. L’attacco di panico, inoltre, può manifestarsi con agorafobia, una intensa paura di trovarsi in un luogo o in una situazione dalle quali potrebbe essere difficile allontanarsi o avere un aiuto.

Fobia sociale e fobia specifica

Alcune persone diventano estremamente ansiose quando si tratta di interagire in gruppo o nei rapporti interpersonali; sono costanti la paura e la preoccupazione di essere giudicati negativamente e, questi timori, talvolta, portano l’individuo ad un ritiro sociale. Le persone che soffrono di fobia sociale sviluppano allarme e disagio nelle situazioni più disparate, come parlare in pubblico, effettuare attività sotto lo sguardo altrui, mangiare in pubblico, poiché temono che le loro azioni appariranno agli occhi degli altri inadeguate o ridicole, e tutti le giudicheranno.

La fobia specifica, invece, è una paura irrazionale per un oggetto o una specifica situazione. La persona sente ansia intensa quando si trova a contatto o viene esposta all’oggetto temuto e tenta di evitarlo ad ogni costo. Ci possono essere molti tipi di fobie specifiche: animali, altezze, temporali, infezioni, ascensori, tunnel, luoghi chiusi, altezza, ecc...

Dott.ssa Alessandra Roberti

Sono una Psicologa clinica. Fornisco consulenze e supporto psicologico, affiancando il paziente con sensibilità e competenza.

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